Cesare Tallone Una vittoria del cristianesimo ai tempi di Alarico,
1879-1882, olio su tela, cm. 305x535, gia coll. Principe Marcantonio
Borghese ( opera distrutta nel 1943 a Pratica di Mare.)
Lo storico Ferdinand Gregorovius, che era anche socio onorario
dellAccademia di San Luca, inviera una lettera di congratulazioni
a Tallone: Provo una vera soddisfazione mirando il suo bellissimo
quadro, nel quale Ella ha raccolto la mia idea cosi felicemente,
e cosi artisticamente lha messa in esecuzione. Me ne congratulo
con lei. Ella e giovane ancora, e tanto piu mi rallegro,
imperocche cotesta Vittoria del cristianesimo e una vittoria
sua propria riportata nel campo dellarte. Cio mi fa pensare
esser lei vocata a cogliere ancora premi maggiori
Il dipinto della collezione romana (in alto a colori)perviene
allattuale proprietaria dal nonno, antiquario mantovano e collezionista
appassionato della pittura dellOttocento.
Ringrazio la gentile signora Doretta Zacchia, alla quale porgo i miei
complimenti per il bel quadro di Cesare Tallone, del quale sottolineo
limportanza storica. Gigliola Tallone
Ad esclusione della notizia inedita di questo dipinto, tutte le
note , bibliografia e argomenti trattati in Cesare Tallone Electa,
2005
UNA ECCEZIONALE NOVITA STORICA E DOCUMENTALE
I primi ritratti di Cesare Tallone ragazzo, prima
dellingresso a Brera nel 1872
Molti studiosi hanno parlato del periodo giovanile di Tallone,
in particolare riferendosi ad Alessandria. Non avendo mai incontrato
suoi ritratti certi di questo periodo, anchio nel mio libro
Electa, 2005 ho dovuto accontentarmi di menzionare solamente quanto
riportato dai primi osservatori , concidente con i ricordi di famiglia.
A chiusura del libro per la stampa, mi sono stati sottoposti due ritratti
dalla gentile Prof.ssa Federica Riva, bibliotecario del Conservatorio
A.Boito di Parma
Per conoscenza riporto qui la mia lettera. Ho confermato lattribuzione
del Prof. Godi, riconoscendo la indubbia mano, acerba, certo, ma inconfondibile
di Cesare Tallone. I due ritratti facevano parte della collezione
del nobile parmense Lodovico Gambara, che ne fece dono al Conservatorio.
Sono stati pubblicati sul catalogo e esposti alla mostra a Palazzo
Pigorini Addio al Ducato. Parma nelleta della destra storica
1860-1876, 8-30 ottobre 2005.
Le schede sono della prof.ssa Riva. La datazione e da me attribuita
(lascio tra parentesi la precedente datazione)
Cesare Tallone Giovane suonatore di violino
1867-1872, cm. 63x69, firmato in rosso in basso a destra CT
Mostra storica Parma 1860-1875.
Dalle schede degli oggetti prestati dal Conservatorio di musica, a
cura di Federica Riva
4
CESARE TALLONE
(Savona 1853 - Milano 1919)
Giovane suonatore di violino, 1867-1872 (1882)
olio su tela, cm 63x69; cornice bianca decorata in oro cm 70x76. Firmato
in basso a destra in rosso «CT »; nel verso su un foglietto
si trovano lattribuzione, il titolo e la data. Inventario storico
n. 2569 (targhetta sul lato).
Conservatorio di musica A. Boito. Museo storico.
Il giovane violinista scuro di capelli, più bambino che adolescente,
è ritratto con la mano destra nellatto di tirare larco
e la sinistra in posizione sul manico. Alle sue spalle si apre sullo
sfondo un paesaggio di colli (piemontesi ?), di cui il più
vicino dominato da un castello.
Cesare Tallone, insigne pittore e direttore a Milano dell'Accademia
di Brera, ebbe diversi figli tra cui, attivi in campo musicale furono
la musicista e concertista Emilia, la pianista Ponina e Cesare Augusto,
costruttore di pianoforti e accordatore preferito di Gabriele D'Annunzio,
Arturo Toscanini e Arturo Benedetti Michelangeli. F.R.
BIBLIOGRAFIA: Archivio Tallone Milano
Cesare Tallone Giovane suonatore di Bombardino
1867-1872, cm. 63x78 firmato in basso a destraCT
CESARE TALLONE
(Savona 1853 - Milano 1919)
Giovane suonatore di bombardino, s.d. 1867-1872 [1875 ca.]
olio su tela, cm 50x65 cm; cornice nera cm 63x78; firmato in basso
a destra «CT»; nel verso su un foglietto sono dattiloscritte
lattribuzione e il titolo; sul retro della cornice, lato sinistro:
marchio tondo con al centro «OC». Lungo tutto il retro
della cornice si trovano scritte a matita o a penna, datate tra
il 1875 e il 1878, tra cui si distinguono: sul lato sinistro «Luigi
Provesi 11-2-1878» e lappunto «Giovedì
mattina alle ore 11 [illegibile] 05 con un favore alquanto [illegibile]»;
seguono quattro nomi, tra cui «Rocchi», e la data «13-7-1875».
Sul lato inferiore, a penna: «[illegibile] Parma, 10-4-1876».
Sul lato destro, a matita «Mou[..] 10-11-76. Bellingeri 11-10-76».
In alto, timbrato in inchiostro nero «37». Inventario
storico 2570 (targhetta sul retro).
Conservatorio di musica A. Boito. Museo storico.
Come nel ritratto precedente il dipinto raffigura un bambino musicista,
biondo con occhi marroni e labbra carnose, ritratto con un bombardino
tenuto in mano in posizione di riposo. Ben in evidenza è
raffigurata solo la parte superiore dello strumento con il canneggio
rotondo che porta al bocchino, i cilindri e le ritorte, la campana.
F.R.
Sul retro della cornice del giovane suonatore di bombardino,
come si legge sulla scheda, vi sono molte annotazioni, alquanto
sbiadite e poco leggibili. Comunque non attribuibili a Tallone,
il quale, come tutti i pittori di buon senso, non avebbe mai fatto
annotazioni su una cornice, sapendo che si tratta di un decoro che
puo cambiare padrone
La mano invece e del tutto
simile a quella del Giovane suonatore di violino. Non ce
alcuna apprezzabile differenza di tempo di esecuzione, cosi
le due opere mi sembrano eseguite nello stesso tempo o tempi vicinissimi.
Trovare un anno certo e impossibile, ma dobbiamo considerare
la precocita di Cesare Tallone, che, quattordicenne (1867),
diviene aiuto del pittore alessandrino Pietro Sassi, dopo essersi
distinto presso la bottega dellincisore Annibale Motti, (altra
notizia recente direttamente dagli eredi Motti, e a mia conoscenza
dopo il libro), bottega nella quale Tallone e subito emerso
per il grande talento; da ora il nome Annibale Motti entrera
a far parte di quei notabili di Alessandria che appoggiarono
Tallone presso il Municipio di Alessandria affinche si facesse
carico degli studi a Brera, cosa che avvenne nel dicembre del 1872.
Con le mie ricerche per la monografia di Cesare Tallone, ho illuminato
un periodo della sua vita totalmente sconosciuto. Riporto percio
la lettera integrale inviata alla Pro.ssa Riva:
21 settembre 2005
Gentile Federica Riva, le affido, con la preghiera di menzionarmi
come fonte, una notizia assolutamente inedita, frutto di anni di
ricerche presso gli archivi di stato e delle curie. Questa notizia
esce per la prima volta nella monografia da me curata che ora e
in stampa e sara presentata allinizio del dicembre di
questo anno. Non lho inserita nel sito web per non correre
il rischio che qualcuno si appropiasse della mia fatica, ma mi sembra
giusto farla partecipe. Mi potra inviare un pdf con le schede
che immagino saranno in un catalogo della mostra e naturalmente,
se saro in tempo, verro a visitarla.
Nelle ricerche documentali eseguite ex novo da me, sulle tracce
del padre di Cesare, Pietro Tallone,(nato a Pinerolo) ho scoperto
che, dopo la nomina di Capitano nella seconda guerra dindipendenza
del 1859, venne trasferito a Parma con il ruolo, dal 1860, di Capitano
relatore del Real collegio militare. Quindi la famiglia che durante
i mesi della guerra si reca ad Alessandria, lo raggiunge e vi risiede
per tre anni fino alla sua morte, avvenuta l11 giugno del
1863. A Parma nasce lultima sorella di Cesare, Maria Linda
il 2 marzo 1861, nel Real palazzo del giardino demaniale. Cesare(
Savona 11-8-1853-Milano 21-6-1919) quindi risiede a Parma dalleta
di 7 anni a 10 anni. (
) Posso aggiungere che la madre di Cesare,
Teresa Macario (nata ad Alessandria) era pianista e probabilmente
aveva istruito la figlia maggiore, Carlotta, nata nel 1850 a Pinerolo*
(se esistono archivi con gli allievi della scuola di musica di quegli
anni, puo controllare se figura il nome Tallone?) E
probabile che Tallone non avesse dimenticato del tutto quegli anni
e continuasse ad avere rapporti affettivi con la citta.Dalla
testimonianza scritta dal figlio Cesare Augusto(pianoforti Tallone)sappiamo
che il padre aveva un eccellente orecchio musicale e che divertiva
amici e figli accordando una scala armonica con bicchieri di cristallo
riempiti dacqua ed eseguiva melodie di Verdi, Donizetti
e Bizet. La stampa bergamasca parla della sua voce impostata
e profonda. Come lei riporta, la figlia Milini era concertista e
anche Ponina, pur autodidatta, aveva suscitato lammirazione
di Miecio Horszowski. (io lho ascoltata eseguire Mozart in
modo splendido alleta di 90anni!) Lamicizia di
Cesare Tallone con Arturo Toscanini e probabilmente precoce.
Come nel caso di tutti gli altri suoi amici,DAnnunzio, Sibilla
Aleramo, Sarfatti ecc, i figli continuano la frequentazione anche
con Toscanini. Alberto Tallone (stampatore) nella fine anni venti
fino al 1932 conduce una libreria antiquaria con Walter Toscanini,
Cesare Augusto(accordatore costruttore di pianoforti) ne ottiene
lammirazione e Guido Tallone (pittore) esegue a New York il
ritratto di Arturo Toscanini nel 1952 e alcuni bellissimi ritratti
a matita di Wanda Horowitz e Emanuela Castelbarco. All esposizione
dellAccademia Carrara del 1887, Cesare Tallone espone, insieme
ad altre opere, il Ritratto del signor Pizzi maestro di musica,
del quale la stampa bergamasca fa una breve descrizione elogiativa,
ma purtroppo del ritratto non si conosce lubicazione. In quegli
stessi anni (1886-1887, data desunta dallarticolo della Gazzetta
Provinciale di Bergamo del febbraio 1888 che li descrive nel suo
studio terminati) ritrae il tenore Francesco Pasini,( presso la
Galleria dArte Moderna di Brescia) , Amilcare Ponchielli,
probabilmente postumo, (di proprieta della Misericordia Maggiore,
ora pinacoteca del museo Donizettiano a Bergamo). Anche il ritratto
di Vincenzo Petrali,(sempre Museo Donizettiano) risale probabilmente
a quegli anni.Al Circolo artistico Bergamasco nel 1896 espone il
Ritratto del maestro Bertoletti, di cui non si conosce
la descrizione ne lubicazione, penso che si tratti di
un maestro di musica. Sapra usare, abbreviandole, le notizie
qui sopra.
La notizia della residenza a Parma era sconosciuta persino dai figli
e quindi mi sento particolarmente orgogliosa di aver fatto questa
piccola e importante scoperta.
Le chiedo percio ancora, di menzionarmi. Attendo le fotografie.
Gigliola Tallone
*tra le sorelle accenno solo a Carlotta, primogenita e Maria Linda,
lultimogenita. La seconda sorella era Maria Natalina, nata
a Savona il giorno di Natale del 1855. Teresa Tallone Macario, pianista,
sposata nel 1846 con Pietro Tallone, torna alla sua citta
natale di Alessandria coi figli subito dopo la morte del marito,
nel 1863; Cesare Tallone quindi vi approda alleta di
dieci anni. Qui e molto probabile che la madre abbia insegnato
musica non solo ai figli, ma anche a giovani della citta (notare
il paesaggio tipico di Alessandria nel giovane suonatore di violino.)
Potrebbe esserci una relazione tra lo stesso collezionista parmense
Lodovico Gambara a lungo proprietario dei quadri, o i suoi ascendenti,
forse conoscenti diretti della madre di Cesare Tallone nel periodo
di Parma.
E seguita la mia visita alla bellissima mostra che ricostrusce
il periodo del passaggio del Ducato di Parma al Regno Unito, dove
facevano mostra di se i due quadri giovanili di Tallone. La
visita del Real Palazzo dei giardini demaniali (Palazzo
Ducale Farnese) mi ha riempito di emozioni al pensiero che li
avesse abitato mio nonno ragazzino, e sempre li il bisnonno
Capitano Pietro Tallone, avesse perso la vita sotto i ferri del
chirurgo militare. Alla mostra ho ricevuto inmediatamente limpressione,
dalla visione dei ritratti coevi di altri autori, la importante
differenza della caratteristica innata del giovanissimo Tallone.
Qui ce vita e spontaneita, negli altri ritratti
ce posa studiata e pittura oleografica. Sappiamo la
potenza rappresentativa raggiunta da Tallone nelle sue opere alla
scuola del Bertini (1876-1879) a costo di quanto impegno, quanta
caparbieta e
quanti premi e riconoscimenti, sin dal
primo anno di frequenza, 1872, ma la stoffa cera gia
.Gigliola
Tallone
Con eccezione della notizia inedita qui riportata, albero genealogico
della famiglia Tallone, note, bibliografia e molto altro su Cesare
Tallone, Electa 2005
FRATE CUOCO

ll Frate Cuoco Cesare Tallone, olio su tela, cm. 180x120
Ritratto di commissione del Cav. G.Confalonieri di Milano, 1896
Collezione privata, 2007
Questo splendido dipinto non e mai stato esposto durante
la vita del pittore, fu invece ammirato nella mostra postuma di
Cesare Tallone della Real Accademia di Brera del 1921 e pubblicato
nel piccolo catalogo V. Bignami- C. Caversazzi del 1922, versione
leggermente ampliata e corredata di fotografie che succede al catalogo
del Bignami del 1921. Fu riprodotto anche sulla monografia di Cesare
Tallone della edizione dellEsame di Enrico Somare del
1945. In ambedue i libri il dipinto era riprodotto in bianco-nero.
Da allora non si ebbero piu notizie, tanto che io cito il
dipinto, nel testo e nelle note, nella mia monografia Gigliola Tallone,
Cesare Tallone, Electa 2005, senza pubblicare la fotografia, che
avrei voluto a colore e fatta ex novo. Purtroppo non ero riuscita
a rintracciare la sede del quadro.
Lidea che Il signor Confalonieri avesse commissionato
un simile ritratto mi ha sempre incuriosita. Tallone era ambitissimo
dalla commissione come ritrattista, e sia a Bergamo che poi a Milano,
le richieste erano tante che il pittore doveva spesso rifiutare.
Tallone non era un pittore di genere ne ebbe mai mercanti
intermediari. Se alcuni paesaggi, fiori o ritratti gia eseguiti
vennero acquistati, come ad esempio La Massaia (ritratto della moglie
Eleonora in attesa del figlio Guido, 1894), comperato dallo stesso
Confalonieri, questo succedeva dopo lesecuzione avvenuta e
qui in particolare, dopo la Seconda Esposizione Triennale di Milano
del 1894, dove il dipinto risalto come un esempio altissimo
di realismo.
Cesare Tallone esegui alcuni ritratti su commissione per terzi,
pochi certamente in confronto alla sua produzione, e solo di personaggi
defunti, la maggior parte su commissione dellOspedale Maggiore
di Milano. Pochi e spesso contro voglia, atteggiamento facilmente
intuibile per un artista che aveva bisogno di un modello vivo e
vegeto di cui magistralmente riportare somiglianza e psicologia.
La documentazione non manca. E spesso la moglie era costretta ad
intercedere con lettere per calmare i richiedenti irritati per il
ritardo della consegna.
Ma questo Frate Cuoco e una storia a se. Essendo nota
la didascalia ritratto di commissione di.., mi chiedevo
se il personaggio ritratto fosse stato indicato dal committente
o scelto da Tallone. Sono percio felicissima di aver conosciuto
(ed essermi vivamente congratulata con lui) il compratore attuale,
il quale mi ha concesso gentilmente la documentazione di questo
specialissimo ritratto, che resta nei modi della commissione , un
esempio unico nella storia del pittore.
Non si richiede solo un frate cuoco, ma un frate cuoco nella sua
cucina, e lo si vuole mentre parla e mostra i pesci pronti per essere
cucinati. In piu, il committente pretendeva che il cuoco parlasse
con un coltello in mano e che uno dei pesci fosse sbuzzato.
Divertente e la risposta di Tallone riportata dalla paziente
moglie Eleonora in una lettera al segretario del Cav. Confalonieri,
il signor Guido Brasseur: Cesare(
)mi ha spiegato la
ragione per la quale non aveva potuto contentare interamente il
sig Confalonieri. Il frate, abbandonato per un momento il lavoro,
parla allegramente, se in una mano stringesse il coltello quella
mano, dice Cesare, non andrebbe daccordo col cervello
.
Riporto sotto tutta la lettera anche per affetto verso mia nonna
Eleonora, la quale, pur avendo dal 1889 al 1896 messo al mondo gia
sette figli (dei quali due piccoli morti a pochi mesi) e fosse incinta
del figlio Ermanno che nascera nellagosto 1896, trovava
il tempo per collaborare col marito e corrispondere coi suoi commitenti!
Un altro documento svela che il modello per il Frate cuoco
venne cercato e trovato da Cesare Tallone che lo considerava il
candidato perfetto. La moglie Eleonora scrive da Bergamo il 30 maggio
1895 ...ha finalmente trovato luomo che Dio fece per
rappresentare il frate cuoco
Il Frate cuoco e un esempio della superba padronanza
di Tallone di un vastissimo bagaglio tecnico e culturale, che richiamava
secondo la personalita della persona che gli stava di fronte
in carne ed ossa. Qui il ritratto ricorda la pittura fiamminga,
che tutta la complessione della figura e del volto del rubicondo
frate suggerisce. La straordinaria natura morta, (che
meglio sarebbe chiamare natura viva) dove si percepisce
lumidore di quei pesci che sembrano ancora respirare le ultime
boccate daria, e esempio di maestria che supera la collocazione
nel tempo.
IL dipinto Frate cuoco era stato offerto dal Confalonieri per essere
inviato a Roma nel 1899, dove la commissione per la cattedra vacante
di Pittura e del nudo di Brera si riuniva per scegliere il nuovo
candidato. Tallone volle a tutti i costi, con lettere, telegrammi
e intercessioni di importanti conoscenti, che il Cav. Confalonieri
inviasse invece laltro ritratto di sua proprieta, La
massaia. Il povero segretario Brasseur scrive in una lettera al
cavaliere il suo imbarazzo, ma Tallone riesce a convincere il proprietario
a spedire a Roma il quadro scelto da lui, appunto La massaia.
Cesare Tallone vincera il concorso e reggera la cattedra
di Brera dal 1899 al 1919, lanno della sua morte.
Il 1907 il Cav. Confalonieri donera La massaia alla Civica
Galleria dArte Moderna di Milano, galleria per la cui costituzione
Cesare Tallone era stato chiamato come membro della Commissione
di Brera nel 1902. Il dipinto oggi si trova esposto.
Il Frate Cuoco rimase probabilmente nella collezione privata originale
fino a poco, ed ora e collocato presso un ammiratore che non
e un esperto darte ne collezionista, ma e
stato tanto impressionato dal dipinto da innamorarsene fulmineamente
e volerlo per se. E il Frate cuoco continua a raccontare per
lui i segreti della sua cucina.
Cesare Tallone nellAldila sara contento
Gigliola Tallone, febbraio 2007
Per ampia documentazione su Cesare Tallone Gigliola Tallone, Cesare
Tallone, Electa 2005
Lettera di Eleonora Tango Tallone moglie del pittore a Guido
Brasseur segretario del Cav. G. Confalonieri, Bergamo. 24-4-1896

Cesare Tallone, La Massaia (la moglie
del pittore), 1894, olio su tela. cm 205 x 88, Milano, Civica
Galleria d'Arte Moderna
Gigliola Tallone, Electa, 2005, pagina 103
UNA SCOPERTA ENTUSIASMANTE: IL RITRATTO DI CESARE
TALLONE ALLAMICO FILIBERTO PETITI
Cesare Tallone, Ritratto di Filiberto Petiti
olio su tela, cm. 32,48 X 22,64, 1880-1883, coll. priv.
Retro: Dichiaro che questo ritratto e opera di mio fratello
Cesare Tallone. In fede Giuseppina Tallone ved. Scribante

Quando gli esperti dellasta Sothebys mi hanno mostrato
il ritratto, ho fatto un salto di gioia: mi ero occupata molto di
Filiberto Petiti, e solo io so quale sia stata limpresa per
trovare notizie documentali certe.
Ora che il dipinto e stato acquisito da un intelligente collezionista,
partecipo con entusiasmo la notizia agli amici del sito Chi lha
trovato arte .
Questo personaggio mi ha intrigato fin dal principio, poiche
veniva riportato da Antonio Mancini nei suoi Diari come
parente romano di Cesare Tallone.
Riporto il sunto della copia dellatto integrale di nascita:
Filberto Petiti nato a Torino il 14-11-1845, figlio di Giuseppe
e Giuseppina Chiarando. Padrino sua Eccellenza conte Avogadro di
Colobiano, gentiluomo di camera di professione S.M. la Regina Maria
Cristina...
Le mie ricerche quindi smentiscono lamico Mancini.
Filiberto era avviato, come il padre, alla carriera nella pubblica
amministrazione e per questo trasferito a Firenze nel 1867 come
funzionario dei Beni Demaniali.
La sua passione pero, osteggiata in famiglia, era la pittura,
e a questa attendeva nel tempo libero, tanto che fu definito dai
pittori della sua cerchia Il pittore della domenica
.
Frequenta lambiente dei Macchiaioli e nel 1873 ottiene un
importante riconoscimento alla Promotrice Fiorentina. Trasferitosi
a Roma il 1874, Filiberto lascia il suo impiego e si dedica solo
alla pittura e allacquarello, della cui tecnica fu uno dei
piu raffinati esecutori. Entra nel gruppo artistico dei XXV
della Campagna Romana, inseme a Duilio Cambellotti, Giulio
Aristide Sartorio, Adalberto Cencetti, Giuseppe Trabacchi
gruppo
che ebbe molti piu che 25 accoliti.
Dal 1878 fa parte dellassociazione degli Acquarellisti di
Roma, fondata nel 1875 da Ettore Roesler Franz, Raimondo Tusquets,
Vincenzo Cabianca e molti altri.
Partecipa allEsposizione Nazionale e internazionale di
Roma del 1883. Il critico Primo Levi LItalico
scrisse a proposito degli acquarellisti Abbiamo oggi in
Italia, e dellItalia piu specialmente a Roma, Acquarellisti
di una forza e una fecondita, che ogni altro periodo, ogni
altro paese, potrebbe invidiarci
Alla stessa mostra debuttava Cesare Tallone, che venne acclamato
ritrattista tale da far epoca, come scrisse il Levi,
ed ebbe il plauso della critica, della commissione e del pubblico.
Il Ritratto del signor Bernasconi Luigi fu acquistato
dal Ministero della Pubblica Istruzione per liperbolica cifra
di L.6000.
Cesare Tallone, Ritratto del signor Bernasconi Luigi, 1882 circa,
olio su tela, cm120 X 78,5, firmato B/D Tallone C., Roma, Galleria
Nazionale dArte Moderna.
Pubblicato in Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005
Piemontesi ambedue, Tallone a Roma stringe amicizia particolarmente
con i suoi conterranei, oltre che il Petiti, Giacomo Grosso e Lorenzo
Delleani.
Il Petiti e probabilmente lamico che introduce Tallone
nella famiglia Tango, dove conosce la sua futura moglie Eleonora.
Al matrimonio, celebrato a Roma il 18-4-1888, Filiberto e
il testimone. Il recentissimo ritrovamento delle lettere della famiglia
Tango, posteriore alluscita del mio libro, conferma la frequentazione
con la famiglia Petiti.
La prerogativa talloniana di unire scioltezza e rigore, e
presente in modo superbo in questo ritratto di Filiberto Petiti,
cosi come scrive Primo Levi nel 1883, a proposito del ritratto
di Bernasconi esposto a Roma: Tallone ha di Cremona compreso
perfettamente lo spirito, e ne raggiunge completamente lo scopo,
pur gettando limpronta di una potente originalita
Tallone quindi ha unito la lunga e feconda esperienza accademica
di Brera (1872-1879) con quella della Famiglia Artistica che ha
frequentato parallelamente, e ha inventato un suo stile personalissimo,
conciliando il grande bagaglio culturale derivato dallosservazione
dellantico con lespressione moderna della pennellata
sicura, sciolta e vibrante di luce. Incurante di ogni particolare
che potrebbe disturbare linsieme, concentra il fuoco del dipinto
al volto dellamico, assorto mentre dipinge.
Cesare Tallone, Ritratto della sorella del pittore Giuseppina
Tallone in Scribante in costume di Ciociara (particolare), 1885-1887,
olio su tela, non firmato, cm. 218 X 130, prov. gia coll Gregorini,
gia Finarte.
pubblicato in Cesare Tallone, Electa 2005
Giuseppina Natalina Tallone, di due anni maggiore del fratello Cesare,
nata a Savona il giorno di Natale del 1855, aveva sposato Giovanni
Scribante, che allepoca del matrimonio ad Alessandria, il
24 settembre 1874, era scrivano locale presso la direzione
territoriale dArtiglieria. Dal 1881 erano residenti
a Roma in Viale Castro Pretorio,28.
Questo dipinto reca la firma sul retro della sorella di Tallone,
ritratta da lui due volte nelle vesti di una Ciociara. Mi e
caro ritrovare la sua calligrafia, che si ricongiunge alla calligrafia
del marito, ammiratore del cognato Cesare Tallone fin negli anni
accademici a Brera, in alcune lettere del fondo dei discendenti
di Domenico Boratto, antico benefattore alessandrino del giovane
Tallone, e mi raccontano una storia di affetti e darte.
Nota. AllAsta Sothebys e stato presentato
anche il ritratto di Enrico Petiti, figlio di Filiberto, da me autenticato
e datato 1890 circa, dipinto anchesso recante sul retro la
scritta autografa di Giuseppina Tallone Scribante. Ho avuto quindi
loccasione di contattare i discendenti Petiti. E stima e amicizia
antica continuano
Piu notizie di Filiberto Petiti nel testo e note in
Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa
2005.
Work in progress
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