La Lezione magistrale di Cesare Tallone: San Gerolamo
CESARE TALLONE (Savona, 11 agosto 1853 – Milano, 21 giugno 1919) Cesare Tallone, brillante studente, premiato lungo il corso degli studi e diplomato all’Accademia di Brera con il premio finale delle scuole riunite, raccoglie grande successo al suo debutto alla Esposizione Nazionale e Internazionale di Roma del 1883, che lo decreta ritrattista “tale da fare epoca”. A 32 anni di età vince il concorso per la Cattedra di Pittura e del Nudo dell’Accademia Carrara di Bergamo, che dirige dal 1885, rivoluzionando l’insegnamento e portando una scuola provinciale, quasi del tutto dedita alle copiature di soggetti religiosi, a una scuola d’avanguardia, sul modello di Brera dove aveva compiuto gli studi, (e dove vincerà il concorso per la Cattedra di Pittura e del Nudo, diretta dal 1899 al1919), e a quello spirito liberale, aperto a tendenze artistiche oltre i confini accademici, assunto nella frequentazione della Famiglia Artistica, parallelamente agli studi canonici di Brera. Dalla sua scuola usciranno i pittori più rilevanti del ‘900, tra i quali esponenti del Futurismo marinettiano e del movimento Novecento della Sarfatti. ![]() Cesare Tallone, San Gerolamo, olio su tela, cm. 60x39,5 - 1889c. Coll. Priv. Milano
Questo intenso ritratto di Cesare Tallone ha in posa lo stesso modello del dipinto Studio per un San Gerolamo, ed ha l’identico evidente scopo di insegnare agli allievi, dipingendo con loro in Accademia, come ritrarre una testa, quasi scolpita nella tela, con l’uso di forte chiaroscuro. La resa plastico luministica e l’impaginazione del soggetto, col busto leggermente inclinato e con la mano destra in primo piano, ottiene l’impostazione nello spazio, rendendo spontanea la posa e concentrando l’attenzione sull’intensità psicologica del volto.
Cesare Tallone, Studio per un San Gerolamo, olio su tela, cm. 88 x75, 1889c
Tallone ritrae lo stesso modello del quadro in oggetto nel dipinto Studio per un San Gerolamo. Databile intorno al 1889, quando Giuseppe Pellizza da Volpedo accede alla scuola privata di Cesare Tallone all’Accademia bergamasca, negli anni 1888-89 e parte del ’90, pur avendo superato il limite di età per lo statuto della Carrara. Del suo professore dirà “delle regole del buon disegno e della maschia pittura fu l’unico fra i miei maestri”. Lo scopo evidente di questo dipinto è quello di mostrare ai suoi allievi l’uso del chiaroscuro per lo sfondo e le ombre; la testa, che un pittore deve concepire a tutto tondo, come quella che uno scultore plasma con la creta; l’atteggiamento delle braccia e mani dell’assorto personaggio; la mano sinistra con il libro in primo piano, che Tallone poggia su uno sgabello di pittore, quasi un vezzo che unisce un soggetto antico col tempo moderno: tutte lezioni attentamene riportate dal Pellizza nel suo taccuino. Insomma, lavorando coi suoi allievi come in una Bottega rinascimentale, Tallone consegnava loro tutti gli strumenti per diventare pittori, e anche i trucchi del mestiere. |